In occasione della Giornata Mondiale della Tubercolosi, che si celebra ogni anno il 24 marzo, l’Associazione STOP TB Italia organizza il proprio Convegno Nazionale. Un appuntamento annuale dedicato all’approfondimento e alla sensibilizzazione su una malattia che rappresenta ancora oggi una rilevante sfida per la salute pubblica globale.
L’edizione 2026 si terrà a Torino nei giorni 20 e 21 marzo. La giornata inaugurale, nel pomeriggio del 20 marzo presso la Sala delle Colonne del Municipio, sarà dedicata agli aspetti sociali, culturali e storici della tubercolosi. La seconda giornata, il 21 marzo, si svolgerà presso l’Accademia di Medicina (Via Po 18) e sarà focalizzata su temi scientifici di aggiornamento e formazione.
Il convegno è aperto, non solo agli operatori sociali e sanitari, ma anche alla cittadinanza.
La diffusione della conoscenza sulla tubercolosi rappresenta, infatti, un elemento fondamentale di prevenzione.
La Giornata Mondiale
La Giornata Mondiale della Tubercolosi commemora il 24 marzo 1882, data in cui il dottor Robert Koch annunciò la scoperta del batterio responsabile della malattia, il Mycobacterium tuberculosis. Nonostante i progressi della medicina, la tubercolosi resta una delle principali cause di morte per singolo agente infettivo a livello mondiale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno oltre 10 milioni di persone contraggono la malattia e più di un milione muoiono.
Quest’anno il tema è – “Yes! We can end TB!” – che rappresenta un forte invito all’azione e un messaggio di speranza: è possibile invertire la rotta dell’epidemia, anche nel complesso contesto globale attuale. Insieme possiamo combatterla.
La tubercolosi in Italia e in Piemonte
In Italia, Paese a bassa endemia, si registrano circa 3.000 casi di tubercolosi attiva. In Piemonte, nel 2025 sono stati notificati 300 casi, con un’incidenza di 7 casi ogni 100.000 abitanti. Dopo un minimo storico nel 2020, si è osservato un progressivo aumento fino al 2024 e una stabilizzazione nel 2025, con livelli paragonabili al periodo pre-pandemico.
Particolarmente rilevante è la situazione nella città di Torino, che registra 92 casi con un’incidenza di 10,8 casi ogni 100mila abitanti, superiore alla media regionale. Circa il 60% dei casi riguarda cittadini di origine straniera, con una distribuzione che riflette la composizione delle comunità presenti sul territorio. Nella popolazione straniera la malattia colpisce prevalentemente le fasce più giovani, mentre tra gli italiani si concentra nelle età più avanzate, con il 38% dei casi oltre i 70 anni, spesso legati alla riattivazione di infezioni latenti.
Non mancano episodi di trasmissione in ambito familiare o comunitario, seppur numericamente limitati. La trasmissione della tubercolosi avviene per via aerea, generalmente a partire da soggetti con forma polmonare non ancora diagnosticata.
I fattori che influenzano la diffusione della malattia includono condizioni socio-economiche, malnutrizione, diabete, infezione da HIV, fumo e consumo di alcol. Per questo motivo, le strategie di contrasto devono essere integrate e globali: accanto al rafforzamento dei sistemi sanitari e alla garanzia di accesso universale alle cure, è necessario affrontare anche i fattori sociali della salute, come povertà, disuguaglianze, crisi politiche, conflitti e cambiamenti climatici.
“La TB rappresenta ancora oggi uno dei maggiori problemi di salute a livello globale. A tal riguardo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel rapporto 2025, ribadisce che si tratta di una malattia prevenibile e solitamente curabile. Ciononostante, ogni anno più di 10 milioni di persone continuano a contrarre la malattia e più di 1 milione ne muoiono, rendendola la principale causa di morte per un singolo agente infettivo e tra le prime 10 cause di morte a livello mondiale. L’eliminazione della tubercolosi non può essere raggiunta senza un impegno condiviso. Solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e società civile sarà possibile affrontare efficacemente questa sfida. L’eliminazione della malattia rischia di restare un mito se non la si affronterà tutti insieme.” – dichiara il dott. Pavilio Piccioni – Past Director Struttura Complessa Pneumologia Asl Città di Torino,
“Ospitare a Torino il Convegno Nazionale STOP TB Italia rappresenta un importante riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente dalla nostra Asl. La tubercolosi rimane una sfida concreta, che richiede attenzione costante, competenze sempre aggiornate e una forte integrazione tra servizi sanitari e comunità. Il confronto, che questo Convegno renderà possibile, sarà fondamentale per rafforzare ulteriormente le strategie locali e contribuire a una risposta nazionale sempre più coordinata ed efficace.” – Conclude il dott. Carlo Picco, Direttore Generale dell’ASL Città di Torino.