«Consapevoli che le criticità e i problemi delle liste d’attesa non siano risolti, il nuovo monitoraggio Agenas conferma che il lavoro avviato sta producendo miglioramenti concreti. La crescita delle prime visite garantite nei tempi previsti è superiore alla media nazionale e rappresenta un segnale importante, soprattutto considerando le criticità che il sistema sanitario piemontese, come quello nazionale, sta affrontando. Non è ancora il risultato che vogliamo garantire ai cittadini, ma è un progresso che dobbiamo consolidare e accelerare». Così si è espresso l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, sui dati diffusi dal nuovo Bollettino Liste d’attesa di Agenas diffuso oggi.
Secondo il nuovo Bollettino Agenas, aggiornato al 30 settembre 2026, la percentuale di prenotazioni che rispettano i tempi di garanzia è passata dal 69,2% dei primi nove mesi del 2025 al 72,2% dello stesso periodo del 2026, con un incremento di 3 punti percentuali, superiore alla crescita media nazionale di 1,7 punti. E il Piemonte registra un segnale positivo anche per gli esami diagnostici, che si mantengono sopra la soglia dell’80%, passando dall’82,4% all’82,7%.
«Un altro aspetto importante che il rapporto nazionale mette chiaramente in evidenza sono le percentuali di rispetto dei tempi che devono essere lette anche alla luce delle modalità con cui vengono attribuite le classi di priorità. In Piemonte le prime visite classificate nella categoria P, quella programmabile entro 120 giorni, rappresentano appena l’8,8% del totale, contro una media nazionale del 34,9%. È una differenza significativa, che dimostra quanto sia importante considerare la distribuzione delle priorità cliniche per interpretare correttamente i risultati dei diversi sistemi sanitari regionali».
La stessa Agenas, infatti, sottolinea nel Bollettino che “tale eterogeneità incide anche sulle percentuali di rispetto dei tempi di garanzia”, confermando la necessità di leggere i dati alla luce delle differenti modalità di classificazione delle prestazioni. Il Bollettino Agenas richiama inoltre la necessità di intervenire sull’appropriatezza prescrittiva, distinguendo correttamente le prime visite dai controlli successivi, per garantire un utilizzo più efficace delle disponibilità e percorsi assistenziali più adeguati alle esigenze dei pazienti.
«Inoltre è necessaria una precisazione su alcuni dati parziali, che sono stati fatti circolare strumentalmente in queste ore, in riferimento alla presa in carico sulle liste d’attesa. Sul tema sono intervenuti direttamente i vertici di Agenas confermando che questi dati, non ufficiali e non comparativi, non possono essere utilizzati per costruire classifiche regionali, a causa delle differenti modalità organizzative e di rilevazione della presa in carico. In Piemonte, ad esempio, vengono distinti il “primo accesso” e “l’altro accesso”, quest’ultimo particolarmente rilevante numericamente per l’assistenza ai pazienti cronici. E se sul primo accesso il Piemonte risulterebbe tra le ultime posizioni della classifica (269,1 prese in carico ogni mille abitanti), su “l’altro accesso”, che la tabella strumentalmente diffusa non prendeva in considerazione, siamo al primo posto tra le Regioni in Italia (426,1 ogni mille abitanti per le prese in carico e 279,7 ogni mille abitanti per le prestazioni erogate).
Si tratta, in entrambi i casi, di dati parziali che sarebbe errato prendere in considerazione e non a caso, questi dati non figurano tra gli indicatori regionali pubblicati nel Bollettino ufficiale Agenas aggiornato al 30 settembre 2026. Proprio per superare queste differenze, Agenas sta lavorando, attraverso la nuova piattaforma nazionale, alla definizione di indicatori omogenei e confrontabili».
«È proprio in questa direzione che stiamo lavorando. Ridurre le liste d’attesa non significa soltanto aumentare il numero delle prestazioni, ma anche migliorare l’organizzazione, la gestione delle agende, l’appropriatezza delle prescrizioni e la capacità di prendere in carico i cittadini. Il nostro obiettivo è fare in modo che le risorse disponibili vengano utilizzate sempre meglio e che gli appuntamenti possano essere garantiti nel minor tempo possibile, in relazione alle reali esigenze cliniche».
Un percorso nel quale si inseriscono le soluzioni organizzative introdotte dalla Regione Piemonte per ottimizzare l’utilizzo delle agende, già indicate da Agenas nel precedente Bollettino tra le buone pratiche nazionali, e il lavoro per la realizzazione del nuovo CUP unico regionale.
«I miglioramenti registrati non devono farci dimenticare le difficoltà ancora presenti, soprattutto in alcune specialità e nell’accesso alle prenotazioni. Sono problemi che conosciamo e sui quali continueremo a intervenire, anche grazie ai nuovi strumenti nazionali di monitoraggio. La direzione è chiara: aumentare la capacità di risposta del sistema sanitario, rendere più semplice l’accesso alle prestazioni e garantire sempre più visite ed esami nei tempi previsti. È su questi risultati che intendiamo misurare il nostro lavoro».