A chi non è capitato di dover stare per lunghi minuti in attesa di una visita in ospedale?
Non sono momenti piacevoli, i pensieri si sovrappongono ed in genere non vince l’ottimismo. Un tentativo per porre rimedio a questa situazione l’ha attuato l’Onlus del San Luigi che ha organizzato un interessante esperimento grazie all’Assemblea Teatro portando la cultura a chi deve sostare in attesa della vaccinazione e nel quarto d’ora di permanenza post vaccino.
Professionisti esperti e artisti abituati al contatto con i pazienti (Assemblea Teatro da anni partecipa ad iniziative a favore dei pazienti in vari ospedali del Piemonte, con il programma “Lettura come cura”) hanno dato luogo ad un evento culturale consistente nel leggere, ma sarebbe più corretto dire recitare, alcuni brani, rapportato al tempo media che le persone soggiornavano nel salone antistante gli ambulatori dove medici e infermieri eseguivano le somministrazioni. L’essere distratti o per meglio dire accattivati dalle letture, ha permesso alle persone di trascorre una ventina di minuti pensando di essere in un circolo cultura più che in un ambiente sanitario ed, il ricordo che hanno portato a casa è quello dei paesaggi di cui hanno sentito parlare nel tempo (anche perché la maestria e l’esperienza del personale sanitario è tale per cui il dolore proprio non alberga in quei luoghi).
L’esperimento non rimarrà fine a se stesso perché vi è una grande bisogno di creare condizioni semplicemente a misura d’uomo dentro gli ambienti sanitari quale antidoto per contrastare i sempre più frequenti casi di violenza che si verificano ai danni degli operatori sanitari, vuoi perché, tornando alle angosce che ognuno di noi ha vissuto nelle sale d’attesa il mitigare questa sensazione è un obiettivo che non si può tralasciare in una moderna organizzazione sanitaria. Certamente non è facile e si rischia di commettere errori e gaff inopportune, per questo occorre che a cercare di intrattenere non siano solo bravi attori, ma persone dotate di sensibilità e di tatto. Chi ha recitato nel salone del San Luigi ha entrambe queste caratteristiche, per cui l’esperimento può considerarsi riuscito e da provare a replicare, con le dovute accortezze sia per la presenza, anche se con una virulenza in discesa della pandemia, e con la sensibilità che un ambiente sanitario richiede. Il lockdown ci ha trasformato e ci ha resi più insofferenti, sensazione che accresce nei momenti di disagio per cui è opportuno studiare l’esperimento per ripeterlo laddove possibile.
Per la cronaca sono stati letti alcuni brani de “Cieli su Torino” (di Renzo Sicco – Voglino editrice) che hanno permesso di passeggiare con la fantasia in un ambiente, quello della capitale sabauda, conosciuto da chi sostava nella sale, ma che lo potuto vivere in un’altra ottica. Un esperienza sottolineata da molti applausi.