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Edilizia e salute: le tecnologie per “cambiare aria” e tornare a scuola

La tematica verrà affrontata in un webinar il prossimo 18 maggio

Favorire il rientro degli studenti in aula? Per prima cosa occorre introdurre sistemi di purificazione dell’aria, perché il rischio di trasmissione di virus e batteri in luoghi chiusi è alto e la pandemia lo ha evidenziato. Più in generale il futuro della scuola passa da una nuova impostazione progettuale e dall’utilizzo consapevole delle tecnologie disponibili. Quali? Come sceglierle? Quali i principi fondanti la nuova edilizia scolastica? Sono le principali domande cui risponde il webinar gratuito “L’edilizia scolastica: progetti e tecnologie a tutela della salute e dell’apprendimento” condotto in diretta da Torino e Milano martedì 18 maggio ore 15-17. L’appuntamento è ideato e gestito da Home, Health & Hi-Tech (HHH), progetto di comunicazione e formazione incentrato sul tema del comfort e della salubrità indoor, in collaborazione con il Collegio degli Architetti e Ingegneri di Milano. Per architetti e ingegneri sono previsti 2 crediti formativi. BridHelty Sanixair sostengono l’evento. Iscrizioni su www.hhh-cluster.it.

Il seminario metterà in luce come la scuola del futuro debba proteggere il benessere di chi la vive e farsi portavoce del significato di abitare in salute e comfort. «Se già prima della pandemia, l’edilizia scolastica non era adeguata agli standard richiesti, oggi le carenze sono spesso abissali – spiega il team di HHH –. Ma gli edifici scolastici sono fra gli immobili più studiati dall’architettura 4.0, con l’obiettivo di rendere l’esistente più efficiente e ripensare i nuovi in funzione del cambiamento della didattica, mettendo al centro esigenze degli utilizzatori».

Tra le prime azioni c’è l’inserimento di sistemi per il controllo della qualità dell’aria, che al chiuso è fino a 5 volte più inquinata rispetto all’esterno. Aprire le finestre per cambiarla, lascia all’intuizione personale la gestione di un problema che richiede invece un approccio scientifico. Usare un impianto di VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) è più conveniente e sicuro, consente un ricambio uniforme, diluisce CO2, sostanze inquinanti, virus o batteri, filtra l’aria in ingresso dall’esterno, evita di disperdere energia.

Il Webinar di HHH entrerà nei laboratori Ce.Ri.Col. per mostrare l’attività di R&S su nanotecnologie applicate a materiali e racconterà i casi di istituti che iniziano a muoversi, come la scuola elementare San Pio X di Volon in provincia di Verona cui l’azienda Helty ha donato una VMC evoluta, con recupero di calore, in grado di gestire in modo automatico il ricambio d’aria, assicurando filtrazione e diluizione degli inquinanti, regolando umidità e CO2 in eccesso. L’Università di Milano ha realizzato un intervento più complesso: all’interno del preesistente impianto di ventilazione Sanixair ha innestato moduli di fotocatalisi, che sfruttano la ventilazione per mandare in circolo perossido di idrogeno.

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Redazione: Claudio Risso: Direttore Responsabile --- Gian Paolo Zanetta: Direttore Editoriale --- Federico Dolce ---