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Un ponte sanitario riporta in Piemonte un torinese colpito da un malore in Siberia

Il paziente, colpito da infarto, è stato ricoverato all’Ospedale Martini dell’Asl Città di Torino. Azienda Zero Piemonte ha supportato l’operazione coordinando il trasporto del paziente dopo il suo atterraggio in Italia. «Il sistema sanitario piemontese ha dimostrato la propria professionalità e capacità di intervento nelle situazioni più complesse», dichiarano il Presidente Alberto Cirio e l’Assessore Federico Riboldi

Nella notte tra il 21 e il 22 ottobre, alle ore 1.30, è stato ricoverato presso la Rianimazione del Presidio Ospedaliero Martini dell’Asl Città di Torino un cittadino torinese di 60 anni, rientrato in Piemonte dopo un complesso rimpatrio sanitario internazionale.
Il paziente era stato colpito da un infarto e da un successivo arresto cardiaco durante una vacanza in Siberia, dove si trovava con la moglie per visitare alcuni parenti.
Il ricovero iniziale, presso l’Ospedale di Tyumen, in Russia, risale al 31 luglio 2025.
Il paziente, nell’ospedale locale, veniva subito sottoposto ad una angioplastica in urgenza con posizionamento di stent.
Purtroppo l’arresto cardiaco prolungato ha determinato una encefalopatia post-anossica e il paziente ha sviluppato, durante il ricovero in Rianimazione, un’insufficienza multiorgano.
La richiesta di disponibilità di posto letto in Rianimazione dall’Ospedale di Tyumen è pervenuta al dott. Giovanni Campobasso, Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero Martini, il quale ha immediatamente attivato i protocolli per il rientro in Italia per motivi sanitari dei Cittadini Italiani.
Il dott. Roberto Balagna, Direttore del Dipartimento di Emergenza e Accettazione dell’ASL Città di Torino, ha coordinato i rapporti con la Farnesina e con il Console Onorario Italiano a Mosca, affrontando le complessità logistiche legate alla difficoltà tecnica del trasporto con vettori aerei e alle difficoltà cliniche dovute alla criticità del paziente.
La Regione Piemonte, in accordo con la Farnesina, ha chiesto il supporto operativo di Azienda Zero Piemonte. Il dott. Andrea Mina, direttore del servizio regionale di Elisoccorso di Azienda Zero e il dottor Roberto Gioachin, direttore della Struttura complessa Emergenza Sanitaria 118 di Azienda Zero, hanno, dunque, coordinato il trasferimento del paziente dopo il suo arrivo in Italia, prima in elicottero e successivamente in ambulanza fino all’Ospedale Martini  dell’ASL Città di Torino.
Grazie all’intervento congiunto della Farnesina e del Consolato Italiano a Mosca, è stato individuato un corridoio sanitario attraverso l’aeroporto di Antalya, in Turchia, che è aperto ai voli turistici charter russi solo fino al 21 ottobre. Il paziente è stato trasferito da un’équipe medica russa fino all’aeroporto di Antalya, successivamente da un’équipe sanitaria turca con scalo a Istanbul e proseguimento fino a Malpensa.
Giunto in Italia è stato preso in carico dal Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte, che con un volo notturno lo ha trasportato alla base di Torino e da qui il trasferimento è proseguito con un mezzo di soccorso messo a disposizione dal Servizio di Emergenza 118 di Azienda Zero.
Il medico presente sull’elisoccorso era il dott. Felice Urso dell’Ospedale Giovanni Bosco dell’ASL Città di Torino.
La presa in carico presso la Rianimazione dell’Ospedale Martini è stata curata dalla dott.ssa Cristina Pasero e dal dott. Nicola Calbi, insieme al dott. Balagna.
Il trasferimento del paziente è stato il risultato di un efficace lavoro di squadra tra sistema sanitario della Regione Piemonte, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in sinergia con il Console Onorario a Mosca, le Istituzioni Sanitarie Russe e Turche e le strutture del Governo nazionale.
Il personale sanitario ha operato con grande professionalità e dedizione, garantendo continuità e qualità delle cure durante tutto il viaggio. Questo caso testimonia l’impegno costante delle Aziende Sanitarie Piemontesi e precisamente dell’ASL Città di Torino diretta dal dott. Carlo Picco e di Azienda Zero Piemonte diretta dall’ing. Adriano Leli, nel fornire risposte tempestive anche nelle situazioni più complesse.
Ancora una volta il sistema sanitario piemontese ha dimostrato la propria professionalità e capacità di intervento nelle situazioni più complesse a livello internazionale. Competenze che, soprattutto nelle emergenze, sono sempre pronte ad esser messe in campo. Un grazie di cuore, quindi, a tutti coloro che si sono adoperati in questo difficile trasporto e a chi si prenderà ora cura del paziente», sottolineano il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’Assessore Regionale alla Sanità, Federico Riboldi.
Il rimpatrio è stato possibile grazie all’impegno instancabile di tante persone e istituzioni, unite da un obiettivo comune: riportare a casa e garantire cure adeguate al paziente – afferma Carlo Picco – È una testimonianza concreta di come la sanità, quando è guidata da valori di solidarietà e dedizione, riesca a superare ogni confine. A nome dell’ASL Città di Torino, esprimo la mia più sincera gratitudine a tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario gesto di cura“.
Un’operazione di questo tipo riesce solo quando ogni ingranaggio della macchina dell’emergenza funziona in modo sincronizzato – aggiunge Adriano Leli, Direttore Generale di Azienda Zero -. La forza del nostro sistema sta nella capacità di agire con rapidità e precisione, mettendo in rete professionalità diverse e complementari. Dietro questa efficienza ci sono donne e uomini che, con dedizione e competenza, lavorano per garantire risposte tempestive e sicure anche nelle situazioni più delicate. Come Azienda Zero, ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo intervento complesso, esempio concreto di un sistema che funziona”.
 “Il paziente è stato riportato a casa, come era giusto fare – dichiara Roberto Balagna –. Si è trattata dell’ennesima dimostrazione di come la sanità riesca a superare confini e ostacoli, anche in contesti di conflitto internazionale. La cura resta sempre centrata sul malato e nel supporto ai familiari. La moglie del paziente, già rientrata in Italia, è sempre stata in contatto con i Sanitari ed era presente all’arrivo del paziente, supportata da un Infermiere della Rianimazione”.
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Redazione: Claudio Risso: Direttore Responsabile --- Gian Paolo Zanetta: Direttore Editoriale --- Federico Dolce ---