Nel periodo dell’anno tradizionalmente dedicato alla condivisione e all’ascolto, si è conclusa con un risultato che ha superato ogni aspettativa la prima edizione del Concorso Letterario Nazionale “Sangue, Amore e Fantasia”, promosso da Acep Odv – Associazione Coagulopatici Emofilici Piemontesi “Massimo Chesta” e Graphot Editrice.
Un progetto che ha coinvolto un pubblico ampio e trasversale, raccogliendo circa 400 racconti provenienti da tutta Italia, tra testimonianze dirette, narrazioni familiari e racconti di fantasia.
Il concorso è nato un anno fa con l’obiettivo di offrire una narrazione nuova dell’emofilia e delle malattie emorragiche congenite, capace di andare oltre il racconto della malattia e delle difficoltà, per promuovere conoscenza e consapevolezza sul tema, coinvolgendo non solo chi vive direttamente la patologia, ma anche il pubblico più ampio. A questo scopo sono state aperte al concorso due sezioni, la prima dedicata a coloro che sono direttamente interessati dalla patologia emofilica e ai loro caregiver e una seconda sezione, aperta a tutti e dedicata a racconti di fantasia che avessero attinenza con la parola “sangue”. Un obiettivo pienamente centrato, come dimostrano la qualità e la profondità degli elaborati pervenuti.
I vincitori
Dopo un’attenta valutazione dei testi pervenuti, la giuria ha individuato i racconti che hanno saputo coniugare qualità letteraria, intensità emotiva e forza testimoniale.
Sezione A – Tema: Emofilia e malattie emorragiche congenite
- 1° classificato: Liviana Nichi, “Riccardo: i suoi primi trent’anni con l’emofilia” – il racconto di una madre che attraversa la diagnosi precoce, le difficoltà terapeutiche e il cambiamento radicale portato dalle nuove cure.
- 2° classificato: Angela Colletti, “Il diverso sono io. (Manuale semiserio di un fratello quasi normale)” – uno sguardo ironico e tenero sulla malattia visto da chi cresce accanto a due fratelli emofilici.
- 3° classificato: Salvatore Aquilino, “E sono ancora qua” – una testimonianza autobiografica che ripercorre settant’anni di vita con l’emofilia, tra ostacoli, progresso medico e la forza di una famiglia pronta a tutto per arrivare alla cura.
Sezione B – Tema libero: Il sangue
- 1° classificato: Chiara De Bernardi, “Le rose di Sarajevo” – una potente metafora sul sangue come memoria collettiva e monito contro la guerra.
- 2° classificato: Alice Mammola, “Via maledetta macchia” – una riflessione poetica e stratificata sul sangue come traccia, corpo e ricordo.
- 3° classificato: Andrea Di Sabatino, “Sangue dolceamaro” – un racconto ironico e dark in cui un vampiro, sedotto da un sangue dal profumo irresistibile, scopre troppo tardi di essere diventato la preda; una parabola rovesciata sul tema del predatore e della fragilità.
Il libro: parole che restano
Per ciascuna sezione sono stati selezionati 20 racconti, raccolti nel volume“Sangue, Amore e Fantasia: testimonianze e racconti”, pubblicato da Graphot Editrice.
Il libro è disponibile online sul sito dell’editore e sarà presto acquistabile anche su Amazon e in libreria, con l’obiettivo di dare continuità editoriale e visibilità a un progetto che unisce letteratura e impegno sociale.
«Questo concorso ha fatto emergere un patrimonio di storie autentiche e profonde – afferma Elena Gaiani, presidente di ACEP ODV – capaci di raccontare l’emofilia non solo attraverso la fatica, ma anche attraverso la vita, gli affetti e la possibilità di guardare al futuro».
«Come editrice – aggiunge Laura Giachino, Graphot Editrice – sono rimasta colpita dalla qualità e dalla varietà dei testi. Questa raccolta è un luogo di incontro tra esperienze diverse, unite dalla forza della parola».
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Emofilia in Italia e nel mondo: qualche dato
L’emofilia è una malattia rara di origine genetica, caratterizzata da una difficoltà del sangue a coagulare, che colpisce prevalentemente il sesso maschile e può determinare sanguinamenti spontanei o post-traumatici.
Nel mondo si stima che oltre 800.000 persone convivano con l’emofilia. In Italia sono oltre 9.000 le persone registrate con coagulopatie congenite, di cui una quota significativa affetta da emofilia A o B. Grazie ai progressi terapeutici, oggi per molte persone è possibile costruire una vita lunga, attiva e autonoma.