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Al via nuovi percorsi di cura non farmacologica per pazienti affetti da Alzheimer e Demenza

Un aiuto concreto ai caregiver

Nei giorni scorsi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto che sarà portato avanti da Asl BI e Ama Biella nell’ambito delle azioni previste dal Piano regionale per l’utilizzo del nuovo Fondo regionale per l’Alzheimer e le Demenze in attuazione del Piano nazionale demenze. Il progetto intende consolidare e diffondere i trattamenti non-farmacologici a favore delle persone affette da disturbi cognitivi, rafforzando l’integrazione tra servizi sanitari, territorio e terzo settore, a beneficio dei pazienti e dei loro familiari.

L’intervento in collaborazione tra Asl BI e Ama Biella, che proseguirà fino al 31 luglio 2027, dispone di un finanziamento messo a disposizione dalla Regione Piemonte di 115.000 euro, a cui si aggiunge una significativa compartecipazione da parte di Ama, che metterà a disposizione proprio personale e materiali corrispondenti a oltre 45.000 euro.

Le evidenze scientifiche e le più recenti Linee Guida nazionali evidenziano che i trattamenti non farmacologici rappresentano strumenti di cura fondamentali nelle demenze, in grado di migliorare la qualità della vita, sostenere l’autonomia residua, ridurre i disturbi cognitivi e comportamentali e ritardare l’istituzionalizzazione, con effetti positivi anche sul benessere dei caregiver. Ha così commentato il Prof. Piero Secreto, Referente Scientifico Regionale Fondo per l’Alzheimer e le Demenze 2024-2026 e Rappresentante regionale Tavolo Nazionale Demenze  I risultati ottenuti in Regione Piemonte a seguito delle attività previste dal precedente piano triennale hanno confermato la validità di tali trattamenti e la necessità di consolidarli ed ampliarli. Nell’ambito del precedente piano triennale erano infatti stati reclutati sul territorio piemontese 3.201 nuovi pazienti e 953 tra familiari caregiver. Pertanto nell’attuale piano triennale è stata confermata la linea strategica precedenteLe attività verranno protratte fino a tutto luglio 2027 con l’obiettivo di implementare ulteriormente il numero di pazienti sottoposti a terapie riabilitative cognitive non farmacologiche e ad estenderle al domicilio e nei contesti di cura territoriali, omogeneizzando le attività e allargandole a tutto il territorio regionale”.  

I Fondi Alzheimer e demenze istituiti da Regione Piemonte con i finanziamenti nazionali

Il primo Fondo regionale derivava dal finanziamento nazionale per l’Alzheimer e le demenze 2021-2023, del valore di 15 milioni di euro, primo in assoluto in Italia per quanto riguarda le demenze. È stato reso operativo dalla Regione Piemonte nel luglio del 2022 e le attività sono state poi prorogate fino a fine marzo del 2024.

Fra le linee progettuali indicate dal Ministero della Salute, la Regione Piemonte ha scelto di sviluppare quella sulla “Sperimentazione, valutazione e diffusione dei trattamenti psico-educazionali, cognitivi e psicosociali nella demenza”, all’interno della quale sono state individuate cinque linee di attività: trattamenti basati sulla stimolazione cognitiva e sulla reminescenza;  terapia occupazionale; gruppi di supporto psicologico per migliorare le capacità adattative all’ambiente e alla malattia; attività motoria e trattamenti psico-educazionali e psico-sociali rivolti al caregiver.

Le attività hanno coinvolto la totalità delle i Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenze del Piemonte con l’obiettivo: di implementare il numero di pazienti presi in carico che effettuano terapie non farmacologiche e psicosociali e di estendere le attività di riabilitazione cognitiva e funzionale non farmacologica anche in  Centri Diurni, Rsa e a domicilio.

Per il triennio 2024-2026 è stato confermato e finanziato il secondo fondo per l’Alzheimer e le Demenze con 34,9 milioni di euro, recepito e approvato dalla Regione Piemonte nell’aprile del 2025.

L’Asl BI ha quindi dato avvio a settembre 2025 ad una procedura di co-progettazione che si è chiusa alla fine dell’anno e in cui è stata individuata l’Associazione di volontariato Ama Biella. Gli interventi previsti nel Piano regionale, che saranno forniti dai professionisti di Ama Biella, mirano a conseguire i seguenti benefici:

–          mantenimento dell’autonomia: attraverso il training cognitivo e la terapia occupazionale, si punta a rallentare il decadimento funzionale e a favorire il recupero di strategie per le attività quotidiane;

–          benessere psicologico: gruppi di supporto e sessioni di mindfulness aiuteranno i pazienti ad accettare la realtà della malattia, migliorando il tono dell’umore e le competenze sociali;

–          salute fisica: percorsi di attività motoria adattata di gruppo favoriranno la coordinazione e il contrasto alla sedentarietà;

–          sostegno ai caregiver: interventi psico-educazionali e formazione domiciliare mirano a ridurre lo stress del familiare (“caregiver burden”) e a ritardare il più possibile l’istituzionalizzazione del malato, garantendogli la permanenza nel proprio domicilio

Il progetto si rivolgerà a una platea stimata tra 80 e 100 pazienti con disturbo neurocognitivo lieve o moderato e oltre 50 caregiver.

Condizione indispensabile per accedere al progetto è essere presi in carico dal Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze  dell’AslBI, che rappresenta il riferimento clinico per la valutazione, l’invio ai percorsi e il monitoraggio degli esiti.

Sono previsti “pacchetti” di trattamento della durata di circa 7 mesi, comprendenti attività di training cognitivo, supporto psicologico e attività motoria, per un totale massimo di 81 ore. Saranno inoltre attivate sedute di terapia occupazionale della durata di circa 2 mesi, per un totale di 12 ore.

Per i caregiver saranno attivati interventi formativi in gruppo per un totale di 6 ore, oltre a eventuali 3 ore di incontri individuali al domicilio.

L’Associazione AMA metterà in campo una squadra multidisciplinare composta da psicoterapeuti, terapisti occupazionali e fisioterapisti, supportati da circa 10 volontari qualificati per l’accoglienza e il tutoraggio.

Oltre al centro “Mente Locale” di Biella, che ha sede in Villa Boffo, acquisita e restaurata a partire dal 2015 da Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, per ridurre lo stress dei pazienti e migliorarne l’autostima, le attività si svolgeranno al di fuori dell’ambito ospedaliero: grazie alla collaborazione con i Sindaci dei seguenti Comuni, vi saranno nuclei operativi a CossatoValdilanaMongrando e Cavaglià.

  “Chi lavora tutti i giorni con pazienti con demenza ha ben chiaro quanto sia importante un intervento non farmacologico e una presa in carico anche del familiare – ha commentato la dott.ssa Oriana Critto, Responsabile f.f. della Struttura Semplice Dipartimentale Lungodegenza e Geriatria Territoriale Asl BI, dell’ambulatorio della memoria Cdcd, Centro Disturbi Cognitivi e Demenze, e referente clinico del progetto – Questo progetto dimostra come la sinergia tra la struttura ospedaliera e l’ente del Terzo Settore garantisca eccellenti risultati clinici e migliori il percorso di cura, confermandosi come una strategia vincente per offrire al paziente una presa in carico completa e di qualità”.

L’esperienza di collaborazione avvenuta negli anni passati tra Ama Biella e Asl BI si è conclusa con successo – ha commentato Franco Ferlisi, Presidente di Ama Biella – Forti di questo, ci apprestiamo a replicare più in grande e rafforzare una collaborazione che è un fiore all’occhiello ed un punto d’onore per la nostra Associazione, il cui principale obiettivo è di operare per prevenire e rallentare la malattia di Alzheimer e le altre forme di demenza. Le esperienze e le potenzialità del terzo settore possono produrre i migliori risultati soltanto in sinergia e collaborazione con la sanità pubblica e siamo certi che questo progetto sarà di grande aiuto a tanti malati e famiglie in difficoltà e soprattutto una formidabile esperienza per affrontare le cure nel futuro”.

“Questo progetto prende avvio grazie a finanziamenti dedicati che la Regione Piemonte ha finalizzato alle terapie non farmacologiche. – ha così commentato Mario Sanò, Direttore Generale AslBI –   Vengono così valorizzate l’organizzazione e le competenze che il territorio biellese ha consolidato nel tempo e che lo pone tra le esperienze più avanzate del Piemonte in questo campo, proprio grazie a quanto portato avanti in questi anni dall’Associazione Ama, , dall’Asl BI, da Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e anche grazie alle strutture e professionalità presenti sul territorio. Ringrazio, infine, il Dott. Fabrizio Crestani e la Dott.ssa Oriana Critto per aver contribuito alla puntuale messa a punto dell’attività di coprogettazione”.

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Redazione: Claudio Risso: Direttore Responsabile --- Gian Paolo Zanetta: Direttore Editoriale --- Federico Dolce ---