Al termine di un ampio dibattito in Consiglio regionale, è stato approvato il Ddl Sanità che integra le risorse del Fondo sanitario nazionale con 209 milioni di euro di fondi regionali.
Soddisfatto l’assessore alla Sanità Federico Riboldi che ribadisce: «Nessun taglio ai servizi ma investimenti per garantire il buon livello della sanità piemontese. Abbiamo scelto di non ridurre le prestazioni, ma di investire per garantire una sanità più forte e più vicina ai cittadini. Abbiamo messo mano con serietà a scelte che per anni sono state rinviate, come la revisione delle strutture non funzionali e la riorganizzazione dei servizi sul territorio, migliorando le performance e la qualità dell’assistenza. Lo facciamo con risorse certe che sono anticipate da altri capitoli e che verranno ripristinate a luglio.
Dopo il passaggio in Giunta a marzo, il provvedimento è stato aggiornato alla luce delle più recenti indicazioni nazionali che hanno ridefinito il fabbisogno complessivo del sistema sanitario regionale, conteggiando anche i meccanismi di payback.
Si tratta di uno stanziamento che aumenta le risorse del fondo sanitario nazionale che, come ogni anno, consente di finanziare servizi aggiuntivi e fondamentali per il territorio e che il Piemonte sceglie di garantire ai cittadini, come ad esempio i punti di prima emergenza h24, i servizi di urgenza e pronto soccorso nelle zone montane, gli extra Lea, il rafforzamento del personale sanitario e il potenziamento della presa in carico dei pazienti fragili.
Con questo Ddl confermiamo una scelta chiara: investire nella sanità pubblica per garantire più servizi e maggiore capacità di risposta ai cittadini. Per questo motivo devo ringraziare il presidente Cirio e i colleghi assessori per l’impegno comune nel garantire queste risorse e questa visione.
Non siamo di fronte a uno squilibrio, ma a una scelta precisa: rafforzare il sistema pubblico, investendo sulle persone e riducendo progressivamente il ricorso all’esternalizzazione. Non stiamo spendendo di più a caso, stiamo spendendo diversamente: meno privato, più pubblico.
Il provvedimento interviene in modo puntuale sulla copertura del risultato sanitario, sulla perimetrazione della spesa e su misure specifiche per garantire continuità assistenziale e prestazioni aggiuntive, in un contesto nazionale complesso ma con conti regionali solidi e sotto controllo.
Il rafforzamento del personale rappresenta uno degli elementi centrali della strategia regionale: in Piemonte si è passati dai circa 55 mila dipendenti del 2019 agli attuali 59 mila, con oltre 4.000 unità in più oltre il turnover. Il costo del personale è cresciuto di oltre 534 milioni di euro, con un’incidenza superiore di circa tre punti percentuali rispetto alla media nazionale: un investimento consapevole, direttamente collegato all’aumento dei servizi e alla capacità del sistema di rispondere ai cittadini.
Parallelamente, le politiche di internalizzazione hanno consentito di riportare nel sistema pubblico 994 operatori, generando un risparmio strutturale di circa 28 milioni di euro all’anno, portando la spesa improduttiva legata non solo ai gettonisti, ma anche a utenze e affitti passivi a una diminuzione del 30% già nel primo anno.
L’aumento del personale non è un costo fuori controllo è il motivo per cui oggi il sistema eroga più prestazioni e risponde meglio ai cittadini.
Sul fronte delle liste d’attesa e dell’attività sanitaria complessiva, nel 2025 sono state erogate circa 2,2 milioni di prestazioni, in crescita rispetto alle 1,9 milioni del 2023 e oltre i livelli pre-pandemia. A queste si aggiungono oltre 250 mila prestazioni aggiuntive effettuate nei fine settimana e nelle fasce serali.
Se i numeri crescono e le prestazioni aumentano significa che il sistema funziona. Le criticità esistono e sono strutturali a livello nazionale, ma noi stiamo dando risposte concrete.
Nel disegno di legge sono inoltre previsti:
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24 milioni di euro per la presa in carico integrata delle persone fragili (anziani non autosufficienti, persone con disabilità e pazienti cronici);
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900 mila euro per il potenziamento degli hospice e delle cure palliative;
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5 milioni di euro aggiuntivi per il rafforzamento delle attività di abbattimento delle liste d’attesa;
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risorse dedicate ai farmaci innovativi e al consolidamento della rete territoriale.
Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia che comprende il nuovo Piano sociosanitario, gli investimenti del PNRR su strutture e digitalizzazione, il potenziamento dell’edilizia sanitaria e l’avvio del nuovo CUP regionale.
Non stiamo solo gestendo il presente, stiamo costruendo il futuro della sanità piemontese. Perché senza personale, senza organizzazione e senza investimenti, non esiste sanità. Ecco perché abbiamo anche invertito scelte del passato, riportando nel perimetro pubblico realtà che rischiavano di uscire definitivamente, come l’ospedale di Settimo Torinese, con un investimento importante per restituirlo ai cittadini».
«Per quanto riguarda l’annunciata manifestazione dei sindacati- conclude Riboldi-dico che siamo a conoscenza delle difficoltà ma da tempo lavoriamo per rafforzare la sanità pubblica. I numeri delle assunzioni del personale li conoscono e sono certificati dall’Osservatorio di cui fanno parte.
Da parte di alcuni, questa ci sembra un’amnesia grave: hanno partecipato ad ogni riunione dell’Osservatorio dove si sono sancite le 4200 assunzioni, si sono internalizzati gli operatori sanitari, si è mantenuto chiaro l’indirizzo verso la sanità pubblica. Fanno finta di non ricordarlo? Siamo disponibili a fornire dati e accordi da loro firmati. Per le Case di Comunità, tra poco più di un mese avremo il quadro definitivo. Posso anticipare che già oggi i numeri sono migliori di quelli diffusi dai sindacati»