«In queste settimane ho sentito molte polemiche sul tema Pfas. Vorrei riportare il confronto su ciò che davvero interessa ai cittadini: la dismissione dalla produzione dei Pfas dannosi e la bonifica delle aree interessate»
Lo dichiara l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi.
La Regione Piemonte ha scelto una linea molto chiara: massima trasparenza, dialogo continuo con la popolazione e confronto aperto con il territorio. Lo dimostrano gli incontri pubblici che abbiamo organizzato e che continueremo a organizzare a Spinetta Marengo, così come lo dimostra il percorso di screening e monitoraggio sanitario avviato in questi mesi, che rappresenta un’iniziativa senza precedenti nella storia di questa vicenda».
«In questi giorni si parla molto di possibili accordi transattivi. Ho sentito su questo argomento pronunciarsi alcune forze di opposizione: ricordo loro che il primo ad accettare un risarcimento in denaro da Solvay è stato il Comune di Alessandria che ha una maggioranza da loro sostenuta. Curiosamente, questo aspetto viene spesso omesso nel dibattito pubblico. La posizione della Regione invece è chiara: prima la dismissione dei Pfas dalla produzione e un impegno chiaro sulla bonifica, poi tutti gli altri ragionamenti».
«Dispiace anche constatare che alcuni esponenti politici, speculando sulla pelle dei nostri cittadini, continuino a sostenere che non vi siano strumenti adeguati per il monitoraggio sanitario. Inoltre, prima di alimentare allarmismi sarebbe opportuno verificare lo stato reale delle attività messe in campo, dato che proprio da ieri i cittadini che ne hanno necessità, possono effettuare le analisi presso il laboratorio di riferimento di Torino. Evidentemente la Parlamentare europea preferisce i video alle verifiche ».
«Noi continueremo a confrontarci con tutti, compresi i comitati e i gruppi organizzati che animano la protesta, ai quali chiediamo però un confronto obiettivo sui fatti. La Regione continuerà a lavorare con trasparenza e responsabilità, mettendo al centro la salute delle persone e il futuro del territorio» conclude Riboldi.