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Un nuovo Repertorio per combattere le diseguaglianze di salute

Da tempo, le aziende sanitarie italiane, affiancate spesso dalle amministrazioni locali e dalle organizzazioni del terzo settore, sperimentano interventi sul campo e modelli organizzativi dei servizi che puntano a ridurre le diseguaglianze di salute. Di questi strumenti il nostro sistema sanitario avrà ancor più necessità nel futuro, poiché la pandemia di Covid-19 sta accrescendo tali diseguaglianze ed è forte, oggi più di ieri, l’esigenza di sapere quali metodi siano più efficaci per raggiungere i soggetti più fragili e più esposti ad esse.

Anche per questo, è da cogliere l’opportunità offerta dall’INMP – l’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà – con l’avvio di una banca dati nazionale delle migliori pratiche di sanità pubblica orientate all’equità.

Il Repertorio degli interventi di sanità pubblica orientati all’equità nella salute (ReSPES) sarà presentato in un webinar programmato per l’8 aprile, alle ore 11 (tutti i dettagli per la partecipazione al seguente link: https://www.inmp.it/ita/News-e-media/Archivio-Notizie/Webinar-Come-candidarsi-al-ReSPES-Partecipa-all-evento-organizzato-da-INMP).

La piattaforma del ReSPES è attiva dal 2 marzo e la candidatura delle buone pratiche destinate all’inserimento nel Repertorio è possibile fino al 30 aprile.

Rispetto ad altre banche dati, la caratteristica del ReSPES è quella di voler dare rilievo ai migliori interventi grazie a un processo di valutazione innovativo e studiato ad hoc, che vaglierà le buone pratiche candidate sotto il profilo dell’efficacia, della sostenibilità e della trasferibilità (metodo EST), i quali sono parametri fondamentali per conseguire i tre obiettivi che il Repertorio si prefigge:

  • promuovere una maggiore diffusione di strategie equity oriented nella progettazione e attuazione degli interventi di sanità pubblica, aumentando così la capacità del sistema di ridurre le diseguaglianze di salute;
  • favorire la circolazione delle pratiche che hanno conseguito migliori valutazioni in termini sia di efficacia sia di sostenibilità e trasferibilità e, dunque, possano essere replicate in contesti diversi da quelli originari, aumentando così la qualità complessiva degli interventi adottati da parte di aziende sanitarie, amministrazioni locali, organizzazioni del terzo settore impegnate in questo campo;
  • indirizzare le risorse disponibili su modelli di intervento che abbiano dimostrato migliori opportunità di successo, portando in luce sia quelli che abbiano già conseguito risultati verificabili sia quelli che, pur promettenti, necessitano di ulteriori investimenti ed energie per essere sviluppati.

I destinatari naturali dell’iniziativa sono certamente i dipartimenti e i servizi delle aziende sanitarie che si occupano di prevenzione e promozione della salute, ma il Repertorio è aperto alla valutazione di attività e progetti che siano stati portati avanti anche da università, amministrazioni locali, imprese e organizzazioni del terzo settore.

“L’interesse dell’INMP – ha dichiarato il direttore generale dell’INMP, la dott.ssa Concetta Mirisola – è quello di stimolare la crescita della capacità progettuale, a tutti i livelli, e fare in modo che si spenda bene e si raggiungano gli obiettivi di sanità pubblica. Il ReSPES è uno strumento pensato proprio con questa finalità. Obiettivo principale dell’iniziativa è quello di mettere a disposizione delle istituzioni nazionali e locali, ma anche del mondo della sanità, dei ricercatori e dell’opinione pubblica in generale, una vera e propria anagrafe della “buona sanità”. In pratica, raccogliere e valutare gli interventi consente di individuare le eccellenze, di raccontarle e di renderle protagoniste di future attività di progettazione”.

“Si tratta di un progetto piccolo, che ha però l’ambizione di incidere, a medio-lungo termine, sul processo della spesa pubblica in sanità, attraverso progettazioni di qualità e con impatti positivi dimostrati: Il nostro obiettivo è quello di costruire reti di eccellenza per tutelare la salute di tutti, con un buon uso dei soldi della collettività”, ha concluso Mirisola.

“Oggi – ha spiegato il dott. Gianfranco Costanzo, direttore sanitario dell’INMP e responsabile del progetto ReSPES – si parte con una valutazione ex-post degli interventi, ma non nascondiamo l’ambizione che possa diventare, in futuro e con modalità da concertare con tutti i soggetti competenti ai vari livelli, nazionale e locali, anche un utile strumento di valutazione ex ante. Senza ovviamente voler intervenire e interferire con procedure e regole esistenti, l’obiettivo è quello di giungere, in una seconda fase del progetto, a mettere in piedi un processo virtuoso grazie al quale i futuri interventi in sanità pubblica potranno avvalersi, già nella fase di “progettazione” di una valutazione di solidità, sotto i profili dell’efficacia, della sostenibilità e della trasferibilità. L’ottica è quella di consolidare lo strumento e di metterlo a disposizione anche dei soggetti istituzionali, per esempio gli Enti regionali, che devono pianificare/finanziare interventi di sanità pubblica sul territorio”.

“Siamo consapevoli – precisa Costanzo – che per diventare un punto di riferimento, il ReSPES debba dimostrare di basarsi su un processo di valutazione serio e autonomo, motivo per il quale abbiamo investito molto sugli aspetti di trasparenza e di comunicazione relativi ai componenti del Comitato di esperti valutatori, ai criteri e agli esiti della valutazione”.

E sarà proprio il coordinatore del Comitato di esperti e valutatori, il prof. Fabrizio Faggiano, ordinario di Igiene nell’Università del Piemonte Orientale, già presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia, a illustrare durante il webinar di giovedì 8 aprile la metodologia e il processo di valutazione cui saranno sottoposti gli interventi candidati per la pubblicazione sul Repertorio.

Tutte le informazioni relative al ReSPES sono accessibili sul sito https://respes.inmp.it/.

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Redazione: Claudio Risso: Direttore Responsabile --- Gian Paolo Zanetta: Direttore Editoriale --- Federico Dolce ---

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