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Un protocollo d’intesa fra AslTo3 e la Questura sui percorsi per uomini autori di violenza

Intervenire sugli autori per fermare la violenza prima che si ripeta. È da questa impostazione che nasce il protocollo d’intesa firmato tra Questura e AslTo3, un accordo che mette in rete sanità e forze dell’ordine per formalizzare un percorso condiviso sui casi di violenza di genere, a partire dall’esperienza concreta del CUAV, Centri per Uomini Autori di Violenza, “Sorry” dell’AslTo3.
L’accordo mette a sistema il modello di intervento già sperimentato sul territorio di questa Asl, che consente – al momento della notifica dell’ammonimento del Questore – di informare la persona ammonita della possibilità di rivolgersi, su base volontaria, a Centri per Uomini Autori di Violenza accreditati e iscritti nel Registro regionale. L’obiettivo è offrire un’opportunità concreta di presa di responsabilità, cambiamento dei comportamenti e prevenzione della recidiva, sempre garantendo la priorità assoluta alla sicurezza e ai diritti delle vittime.
L’AslTo3 lavora sul contrasto alla violenza di genere già dal 2016, in attuazione delle direttive regionali, attraverso un’équipe multiprofessionale aziendale che coinvolge servizi sanitari, ospedalieri e territoriali. Dal 2019, in particolare, l’Azienda ha sviluppato un percorso specifico rivolto agli uomini autori di violenza, collaborando con il terzo settore, i servizi sociali, le autorità giudiziarie e le forze dell’ordine.
Un passaggio decisivo è stato l’avvio del progetto “Sorry”, partito sul territorio dell’Asl nel 2023 e strutturato secondo i criteri dell’Intesa Stato-Regioni del 14 settembre 2022. Il CUAV “Sorry” propone percorsi individuali o di gruppo, della durata minima di un anno, finalizzati a favorire l’assunzione di responsabilità per la violenza agita, il superamento degli stereotipi di genere e lo sviluppo di modalità relazionali non violente.
«Questo protocollo – spiega Alessandro Bonansea, direttore della Struttura Complessa di Psicologia dell’AslTo3 – riconosce e valorizza un lavoro costruito nel tempo. Intervenire anche sugli autori di violenza significa agire in una logica di prevenzione reale, riducendo il rischio di recidiva e contribuendo alla tutela delle donne, dei minori e dell’intera comunità. È un percorso complesso, che funziona solo se inserito in una rete solida tra sanità, servizi sociali, terzo settore e istituzioni».
«Essere la prima Asl in Piemonte a formalizzare un protocollo di questo tipo con la Questura – sottolinea Giovanni La Valle, direttore generale dell’AslTo3 – è motivo di grande responsabilità. La sanità pubblica ha il dovere di contribuire in modo attivo alla prevenzione della violenza di genere, non solo curandone le conseguenze ma intervenendo sulle cause. Il progetto CUAV “Sorry” dimostra che un lavoro strutturato, in rete con le istituzioni e il territorio, può produrre risultati concreti in termini di sicurezza e tutela delle persone».
«Il contrasto alla violenza di genere richiede un approccio strutturato e responsabile – dichiara Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte – capace di affiancare alla tutela delle vittime anche interventi mirati sugli autori della violenza. Il protocollo sottoscritto da AslTo3 e Questura rappresenta un passo importante in questa direzione, perché rafforza la prevenzione e riduce il rischio di recidiva attraverso la presa in carico e l’assunzione di responsabilità. Come Regione Piemonte sosteniamo con convinzione modelli integrati come questo, che mettono in rete sanità, forze dell’ordine e territorio con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza».
Con questa intesa, l’ASsl TO3 consolida un ruolo di apripista a livello regionale, dimostrando come l’integrazione tra intervento sanitario, sociale e di sicurezza pubblica sia uno strumento fondamentale per affrontare in modo efficace e responsabile la violenza di genere.
Accanto alla Questura di Torino e all’AslTo3, sono firmatari dell’intesa la S.I.S.P.Se ETS (Società Italiana di Sessuologia Clinica e Psicopatologia Sessuale), la Fondazione Gruppo Abele Onlus, il Centro Studi e Trattamento dell’Agire Violento APS (Associazione di Promozione Sociale), Il Cerchio degli Uomini APS (Associazione di Promozione Sociale), l’Associazione Punto a Capo ODV (Organizzazione di Volontariato) e l’Associazione SPICO APS (Associazione di Promozione Sociale). Tutte le realtà coinvolte operano in rete con i servizi sanitari, sociali e assistenziali del territorio, secondo un approccio multidisciplinare.
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Redazione: Claudio Risso: Direttore Responsabile --- Gian Paolo Zanetta: Direttore Editoriale --- Federico Dolce ---