di Emanuele DavideRuffino
Le demenze e in particolare l’Alzheimer presentano un’infinità di problematiche che vanno declinate in oltre un milione di fattispecie, quanti sono i pazienti solo in Italia. Diventa quindi un obbligo per tutte le discipline e le arti sociali impegnarsi nel tentare, se non di raggiungere una soluzione, almeno di offrire a chi soffre un qualche supporto per rendere meno drammatica la situazione.
Nella prestigiosa sede del Consiglio Regionale si sono dati appuntamento professionisti e intellettuali di diversissima estrazione per tentare un approccio interdisciplinare alla materia: medici, psicologi, veterinari, educatrici, infermieri, sociologi ognuno portatore non solo di una specifica professionalità ma di esperienze maturate nel corso degli anni che hanno portato a trovare soluzioni efficaci, sia pur ancora non esaustive.
Come tutte le patologie cronico-degenerative la loro cura si presenta particolarmente complessa, tant’è che, come ha sottolineato il dott. Morandi, direttore Sanitario dell’ASL CittàdiTorino, ci si focalizza di più su quanto si fa, che non sui risultati prodotti. Ed è proprio dall’analisi degli effetti ottenuti che si ricavano conoscenze utili per la cura dell’Alzheimer e delle altre demenze.
La pet therapy, la musicoterapia, la stimolazione cognitiva, la terapia della validazione , l’arte terapia, la terapia occupazionale, la danzamovimentoterapia, la terapia vibro-acustica, la Doll therapy, la terapia del viaggio, sono solo alcune delle soluzioni pratiche che nell’incontro hanno avuto possibilità di confrontarsi sotto la regia del Prof Fausto Fantò, il geriatra che da decenni si è speso per la cura delle demenze coinvolgendo tutte le forze attive operanti nel settore. Purtroppo i farmaci non offrono grandi supporti e quindi diventano frecce nelle mani di chi vuole aiutare i pazienti e i loro caregiver.
Con grande onestà culturale i partecipanti all’incontro non hanno gareggiato nel motivare la validità del loro operare a scapito degli altri ma la consapevolezza che tutte possono portare un contributo da adattare ai singoli casi.
All’incontro tenutosi il 25 settembre seguirà una nuova occasione di approfondimento, il 15 ottobre, in quella che per anni è stato il principale luogo di cura delle demenze: i Poveri Vecchi, ora sede della facoltà di economia a testimonianza di come discipline più svariate possono contribuire a migliorare i percorsi terapeutico-riabilitativi tradizionali.