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I tra pilastri dell’Industria 5.0

di Marzia Solaro – Emanuele Davide Ruffino

Nella compagine economico -sociale di una Torino già capitale dell’automobile, non si può sfuggire oggi alle sfide poste dall’Industria 5.0, nuova fase della produzione industriale che se da un lato integra le tecnologie dell’Industria 4.0, dall’altro pone al centro concetti di grande impatto quali l’umanocentrismo, la sostenibilità e la resilienza, valorizzando la collaborazione uomo-macchina, attraverso l’impiego dei robot collaborativi (cobot), per personalizzare la produzione, rispettare l’ambiente e migliorare il benessere dei lavoratori, in un’ottica di efficienza e responsabilità sociale.

Da Industria 4.0 a Industria 5.0

Se i programmi dell’Industria 4.0 si concentravano principalmente su digitalizzazione, automazione e interconnessione dei sistemi produttivi, con l’Industria 5.0 si completa il percorso riportando al centro l’uomo e la sostenibilità. Si promuove, così, una stretta collaborazione tra operatori e macchine intelligenti che permette di realizzare prodotti sempre più personalizzati.

In Italia la transizione verso l’Industria 5.0 è supportata da incentivi fiscali tramite il Piano Transizione 5.0. Quest’ultimo si concentra sugli incentivi per la digitalizzazione e l’efficienza energetica delle imprese.

Le caratteristiche chiave di questo processo trasformativo sono:

Ø Umanocentrismo: il ritorno dell’essere umano al centro del processo produttivo e la

valorizzazione della creatività, dell’intuito e della capacità di problem solving, caratteristiche

tipiche dell’essere umano

Ø Sostenibilità: l’attenzione ai processi a basso impatto ambientale, l’utilizzo di materiali

riciclabili e la riduzione degli sprechi

Ø Resilienza: la capacità dei sistemi produttivi di adattarsi alle crisi e alle sfide globali. Tali aspetti non vanno in contrasto con le tecnologie abilitanti ma, anzi, si integrano con esse; strumenti come robot collaborativi, intelligenza artificiale, Internet of Things e simulazioni digitali diventano strumenti al servizio di una produzione più responsabile e flessibile.

L’approfondimento di questi aspetti permette di porre l’attenzione sulle criticità legate alla sostenibilità economica, ambientale e sociale.

L’Industria 5.0 può essere infatti definita come un tipo di Collaborative Industry, ovvero un modello industriale nel quale esseri umani e tecnologie intelligenti lavorano insieme in modo sinergico, attribuendo centralità al lavoratore come soggetto attivo e decisionale.

Da questa collaborazione nascono prodotti personalizzati su larga scala, grazie alla maggiore efficienza produttiva.

Contestualmente si evidenzia grande attenzione all’impatto ambientale, tema oggi imprescindibile in un contesto globale segnato dall’emergenza climatica.

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